Serie A

Classifica Lecce, contro l’Empoli in ballo mezza salvezza

Scritto da Luca Turtulici, 11 Aprile 2024 - Tempo di lettura: 4 minuti

Calcio, il Lecce chiamato alla vittoria contro l'Empoli nell'impegno casalingo di sabato: le due squadre distano un punto in classifica.

La partita, che sarà arbitrata da Mariani, andrà in scena sabato alle 15:00. Il Lecce deve vincere se vuole restare nella massima divisione del calcio che conta, almeno in Italia. Così, dopo la sconfitta per 3-0 a Milano, a Lecce arriva l’Empoli, la squadra che in casa ha vinto 3-2 contro il Torino nell’ultimo turno di campionato ed è ad un passo dall’agganciare i salentini.

Almqvist a terra dopo il contatto in area durante Milan-Lecce

Almqvist a terra dopo il contatto in area durante Milan-Lecce

È vero che gli impegni dei giallorossi non sono stati dei più agevoli, ma la sconfitta di misura col Verona grida ancora vendetta e quelli sono errori che si pagano a caro prezzo alla 38° giornata: l’Empoli è in piena fase di miracoli ed il gol di Niang al 94′ contro i granata lo certifica. La salvezza non è cosa da tutti, perlomeno per i deboli di cuore. La Classifica dell’Unione Sportiva Lecce vede i giallorossi galleggiare sotto la quota dei 30 punti da troppe settimane.

Così, sabato, la squadra di Gotti sarà costretta a gettare in campo tutta la propria motivazione ed il pubblico in questo è sempre stato presente. Dato per scontato che sarà Piccoli a prendere il posto di Krstovic, squalificato, come punta centrale nel tridente offensivo. Nel centrocampo, si osservano due ballottaggi tra Blin e Gonzalez, così come tra Rafia e Oudin. Banda sta attualmente svolgendo un programma di allenamento personalizzato. Nel caso in cui lo zambiano non fosse disponibile, è probabile che Dorgu lo sostituirà. Nicola, per quanto riguarda il modulo tattico dei toscani, continua a optare per il 3-4-2-1. Tuttavia, permangono dei dubbi in attacco tra Cerri e Niang. È probabile anche il ritorno di Maleh – ex della gara – da titolare.

Di fronte due attacchi, tra i meno prolifici della Serie A

Che l’Empoli sia partito male ad inizio campionato è storia. Il 24 settembre, l’Empoli perdeva per 0-1 a Milano contro l’Inter, segnando così il peggiore inizio di stagione in assoluto con zero punti e nessun gol segnato nelle prime cinque giornate di Serie A. Nonostante la ripresa con una vittoria sulla Salernitana alla sesta giornata, l’Empoli rimane ultimo per reti segnate in campionato, a pari merito con la Salernitana.

Contrariamente al Lecce che ha avuto un inizio di stagione buono da punto di vista della classifica, anche se registrava un solo gol in più rispetto all’Empoli. La diminuzione del rendimento del Lecce davanti alla porta avversaria, passando da una media di 1,6 gol a partita a 0,7, è stata direttamente proporzionale alle prestazioni di Krstovic. Anche per questo Gotti ha avuto difficoltà a migliorare il rendimento offensivo della squadra, evidenziato dal fatto che non sono state segnate reti in tre partite nonostante siano state create 45 opportunità da gol (27 i tiri in totale nello 0-0 contro la Roma), un dato simile alla gestione precedente.

La cura Gotti

Gotti è riuscito a migliorare la solidità e l’equilibrio della squadra rispetto alla gestione precedente: la cosa che salta all’occhio è la capacità di mutare modulo anche durante il match. Nei primi 180 minuti sotto la sua guida, Blin e i suoi compagni si sono presentati ai tifosi e agli addetti ai lavori con uno schema tattico completamente diverso rispetto alle precedenti 28 partite sotto la gestione di D’Aversa, che ha forse pagato il fatto di non avere un piano alternativo rispetto al 4-3-3/4-2-3-1, che ha dato buoni risultati finché la squadra ha mantenuto una condizione psico-fisica ideale.

Al contrario, spinto dalla necessità di ristabilire l’equilibrio in una squadra che aveva perso certezze e coesione, Gotti ha optato per una semplice ristrutturazione tattica al fine di recuperare l’essenza del gioco della squadra. Così, nella partita d’esordio contro la Salernitana, è stato adottato il modulo 4-4-1-1, con Piccoli spesso sacrificato in un ruolo non a lui convenzionale. Questa transizione netta non ha favorito la fluidità del gioco, ma ha permesso al Lecce di limitare al minimo l’impatto delle pressioni e delle difficoltà del momento. Anche se, ad onor del vero, la vittoria a Salerno è frutto anche dei miracoli in porta di Falcone.

Era necessario fornire un supporto più solido alla zona centrale del campo, spesso vulnerabile, soprattutto nella fase di transizione difensiva. Così, Blin è stato schierato al fianco di Ramadani, con il supporto degli esterni e di Oudin più avanti. In certi casi, anche Gonzalez è stato impiegato come terzo centrocampista, contribuendo a una disposizione difensiva inedita di tipo 4-5-1.

Il Lecce ha mostrato il suo miglior rendimento contro la Roma. I giocatori, incoraggiati dalle capacità psicologiche del nuovo allenatore e rinvigoriti da due settimane di allenamento intensivo, hanno messo in pratica un 4-4-2 che ha neutralizzato le ambizioni della Roma. Questo nuovo sistema tattico ha consolidato ulteriormente l’equilibrio già evidenziato nella prima partita e ha esaltato le qualità individuali dei giocatori. Inoltre, sono emersi alcuni elementi chiave, come la solidità difensiva di Pongracic e Gallo, la versatilità di Dorgu, l’efficacia del duo offensivo schierato finalmente in contemporanea.

Nonostante l’adozione predominante del 4-4-2, Gotti ha dimostrato di essere aperto a cambiamenti durante la partita. Quando l’energia di Piccoli è venuta meno e lo spazio lasciato dagli avversari ha suggerito una soluzione più offensiva con Dorgu, Gotti ha adottato un 4-2-3-1, con Sansone come trequartista e Oudin come ala. Questo adattamento dimostra la necessità di alternative tattiche, piuttosto che una rottura completa con il passato.

Nell’ultimo tratto della partita contro la Roma, durante il quale il Lecce ha subito poche azioni pericolose e ha creato numerose opportunità da gol, la squadra è tornata al 4-2-3-1. Questo suggerisce che il nuovo Lecce di Luca Gotti è in costante evoluzione, sia sul campo che sul tavolo tattico. È da qui che deve ripartire la corsa salvezza dei giallorossi, dimenticando la debacle di Milano.