Cosa aspettarci alla 13° giornata di Campionato, classifica alla mano

Redazione, 12 Novembre 2021 - Tempo di lettura: 6 minuti

Con Napoli e Milan saldamente a pari merito con 32 punti dopo 12 giornate, la corsa scudetto prende già una strada precisa.

L’Inter a -7 fa non poca fatica a trovare continuità. La Juventus, che di punti rispetto alle capoliste ne ha quasi la metà, ritrova – dopo un ritiro imposto dall’allenatore Allegri – una vittoria ispirata da un gol di Cuadrado: un fatto molto simile all’ultimo ritiro dei bianconeri imposto proprio da Allegri nella sua scorsa esperienza sulla panchina torinese che portò ad una galoppata incredibile e ad un’insperata vittoria finale del titolo.

Certo, i conti sono molto diversi per la Juventus, che di campioni in squadra ne ha cambiati da quel 2015 e che di punti da recuperare ne ha un pò di più. Discorso diverso per i neroazzurri di Milano: la continuità rispetto alla scorsa stagione si vede, l’Inter ha segnato più gol e ne ha subiti di meno rispetto all’ultima annata di Conte, che anche lo scorso anno era partita con l’acceleratore lento e sembra delineare un percorso simile. Chi dovrà cercare di fare qualcosa di diverso è il Milan, che nel 2020 fece un sprint a razzo, salvo cedere nei primi mesi di quest’anno. Sorride invece Spalletti sulla panchina del Napoli, che mai era partito così bene in campionato.

Nel corso della prossima tredicesima giornata di Campionato, girone di andata, saranno molti i big mach. Se non ci fosse stata la pausa delle nazionali avremmo addirittura dovuto fare un grosso respiro e trattenere la suspence per altri 8 giorni, passando dal derby della Madonnina ad un ravvicinatissimo Inter-Napoli e Lazio-Juventus. Per fortuna ci sono tanti giorni in mezzo per preparare al meglio le super sfide, anche se in casa Lazio non paiono contentissimi dopo il rientro forzato di Immobile che ha lamentato dei problemi fisici ed ha lasciato il ritiro degli azzurri in nazionale.

Qui Atalanta: la sfida in casa con lo Spezia pone al centro della questione l’impiego di Muriel, che quest’anno non ha ancora giocato un match da 90′ per intero, dovendo per forza di cose far affidamento ad uno Zapata comunque in buono stato di grazia. La classifica dell’Atalanta, che come la Juventus è partita molto male quest’anno, vede i bergamaschi adesso al quarto posto con 22 punti, grazie alle ultime vittorie – non ultima quella con il Cagliari, la distanza dal terzo posto è di 3 punti e l’Inter terza dovrà affrontare il Napoli. Possibile accostamento al terzo posto per la dea.

Qui Bologna: la squadra adesso c’è, dopo le (troppe) sconfitte di inizio campionato, finalmente esprime la giusta solidità difensiva ma la classifica parla chiaro. Il 9° posto dopo 12 giornate poteva essere tranquillamente un affaccio sull’Europa League come uno spazio esile tra la zona retrocessione e la metà classifica. Troppi i dubbi a centrocampo, in attacco si rivedono Sansone e Santander, il nervosismo di inizio stagione è sicuramente sintetizzato dai 2 rossi a Soriano, che lo proiettano al primo posto della classifica indisciplinati. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il Bologna ha totalizzato 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, esattamente come la Juventus.

Qui Cagliari: 8 sconfitte su 12 partite e l’ultimo posto in classifica non è di certo difficile da prevedere. Il Cagliari non è lo stesso degli ultimi anni, forse troppi rumors di mercato ed un equilibrio che ha visto spezzare quel clima di cooperazione tra i reparti che ha comunque garantito una discreta dote realizzativa. Al Cagliari oggi mancano proprio i gol, ma possono ancora stare tranquilli perché la distanza dallo Spezia 16° è di soli 5 punti.

Qui Salernitana: che effetto fa vedere Ribery in maglia granata? Forse lo stesso di vederlo lottare purtroppo spesso da solo, su ogni pallone. In più non è un ragazzino. Di certo ci sono giovani di prospettiva in squadra e l’esperienza inizierà man mano a dare i suoi frutti, col passare delle partite. Sta di fatto che con i suoi 7 punti dopo 12 giornate, la Salernitana è ad oggi la squadra più papabile per la retrocessione in serie cadetta.

Qui Genoa, Sampdoria: stessa città, stessa musica. Genoa e Sampdoria sono rispettivamente quartultima e terzultima della classifica dopo 12 giornate.

Qui Empoli: l’Empoli è una squadra ancora in fase embrionale, sicuramente ha raccolto il giusto per quello che ha dato a vedere. La sconfitta con la Lazio ci aveva restituito una squadra a livello di Salernitana e Cagliari ma sono bastate un paio di giornate per mostrare un gioco ed un buon palleggio a centrocampo. Per come recita la classifica oggi, l’Empoli è 11° e a pieno titolo gode di una buona vista sulla permanenza in Serie A.

Qui Spezia, Venezia, Sassuolo e Torino: un Empoli che ha raccolto meno di quanto seminato. Ottimi velocisti, un allenatore giovane ma con le idee chiare, lo Spezia potrebbe salvarsi nonostante con i suoi 11 punti sia a sole 2 lunghezze dalla zona retrocessione. Molto dipenderà da come recupereranno nel corso delle giornate Venezia, Sassuolo e Torino. Se lo Spezia è sedicesimo, il Venezia è 15° con 12 punti soprattutto per merito della vittoria in casa contro la Roma nell’ultima giornata, troppo poco ma se bilanciato con la bella figura fatta contro altre big, forse la retrocessione dei lagunari non è così scontata. E poi ci sono Sassuolo e Torino: vanno messe assieme non tanto per i punti in classifica (14) e per il numero di vittorie (4), pareggi (2) e sconfitte (6), quanto per il grande gioco dimostrato ed il poco raccolto delle ultime giornate, ma sono due squadre destinate a fare benissimo e a giocarsi un posto in Europa League con Fiorentina, Verona e Roma.

Qui Roma e Lazio: poche parole, pochissimi punti. Per i giallorossi, lo special One non si è riadattato al nostro campionato come i suoi tifosi speravano ma è troppo presto per fare i conti. La bella figura fatta in casa della Juventus, nonostante la sconfitta di misura, lo dimostra. Manca più di qualcosa in attacco ed in difesa si è persa un po’ di serenità tra i centrali. Per i biancocelesti, nonostante le sempre smielate parole del presidente Lotito per Sarri, il gioco stenta a decollare ed è ancora troppo marcata la differenza di rendimento tra la Lazio contro le grandi e la stessa squadra contro le “piccole”. Ad oggi, Roma e Lazio sono rispettivamente sesta e quinta con soli due punti di distacco.

Qui Inter: lo abbiamo già detto. Inzaghi ci sa fare, ma non è un Conte bis. Ha le sue idee, il suo gioco e la squadra sta imparando ad apprezzarlo. Il pareggio del derby è figlio soprattutto dell’esperienza di Pioli sulla panchina rossonera, l’Inter è ancora a pieno titolo campione d’Italia e combatte per il primo posto, nonostante sia terza a meno sette da Milan e Napoli.

Qui Verona: Tudor è uno psicologo ma ha trovato un tesoro. Simeone, figlio d’arte, in questo periodo ogni palla che tocca finisce in rete e sicuramente questo ha aiutato il tecnico. Ma il lavoro alla base è immenso, sembra di vedere il Verona dello scorso anno ma più maturo, capace di gestire, giostrarsi, risparmiarsi senza smettere mai di correre. Divertente e sicuramente la vera sorpresa del campionato, ad oggi. Il 10° posto è anche figlio del cambio di panchina ad inizio campionato, non stupiamoci se al giro di boa di gennaio il Verona non sfiori traguardi più elevati.

Qui Napoli e Milan: Verona a parte, con il pareggio nell’ultima in casa, il Napoli è la squadra che ha praticamente sempre vinto e tenuto pressoché la porta inviolata. Non serve aggiungere altro per sottolineare la grande partenza del Napoli di quest’anno, prima con merito. Stesso discorso per il Milan che ha pareggiato il derby, altra squadra compatta e molto equilibrata, nonostante Pioli non abbia ancora una formazione tipo da schierare a causa degli infortuni.

Qui Juventus: Allegri non fa miracoli, molti se ne saranno accorti. Le vittorie per 1-0, storicamente appartenute per copyright o qualcosa di simile a tempi remoti pre-calciopoli, si sono trasformate in sconfitte e la squadra sembra aver perso sia l’umiltà che la voglia di ripartire. L’8° posizione con 18 punti condivisi con Fiorentina e Bologna sono il segno più tangibile di una serenità sempre più oscurata dalla mancanza di gioco. Non sembra essere candidata per la corsa scudetto, a meno di rimonte a cui comunque ha già abituato i propri tifosi.

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